Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

LA FINE DELL'ANNO E I GIORNI DEL BUIO LUMINOSO…
Radicarsi nel cuore per viversi pienamente

17 Dicembre 2019



Guida di una psicologa dell'anima per vivere al meglio la fine dell'anno e varcare con gioia i cancelli di quello a venire…
Questo è il periodo della “schiusa” la luce comincia a filtrare illuminando ciò che navigava nell'ombra, dopo il momento di caos, di smarrimento, di inquietudine arrivano gli ultimi giorni del buio più fitto, ma è un buio luminoso, chiarificatore, un buio che vede, un buio attento che non ci fa più perdere disorientandoci.
E' un buio a cui ci siamo abituati, ora sappiamo vedere, e riusciamo a scorgere quello che sta per emergere, forse per qualcuno sarà ancora un buio fitto, incomprensibile, caotico, ma questo accade perché mi sto aggrappando, perché non voglio aprire gli occhi all'oscurità, ma mi ostino a difendermi, e sto rannicchiata/o, rattrappita/o cercando di tenere insieme qualcosa che mi sta a cuore, ma cieca/o al fatto che non sto facendo altro che impedire che quella cosa evolva, che faccia il suo corso, che prenda la sua strada e mi doni comprensione, consapevolezza, che mi faccia vedere qualcosa di me che faccio fatica a lasciare libero.

Ora c'è bisogno di libertà interiore, libertà dell'anima, c'è bisogno di prendersi la responsabilità di sé fino in fondo senza raccontarsela, senza giocare, senza lasciare le cose a metà. Adulti di fronte a se stessi, e in sincerità di fronte alle proprie ombre che altrimenti si ingigantiscono e ci sommergono senza che ce ne accorgiamo ma che si manifestano poi in paure sempre più grandi, scuse, bugie che trattengono proiettando all'esterno il proprio malessere.
Ora caos e luce convivono, il caos c'è perché c'era bisogno di scardinare, di gettarci nella confusione, di disorientarci un po' senza possibilità di controllare… Dire a se stessi: non so cosa succede. E ancora ci troviamo in questo stadio, ma per chi sta danzando con la vita accettando di stare nell'incertezza, arriva ora l'intuizione: non so razionalmente, ma dentro di me so. Comincia a crearsi una sicurezza, che viene dall'affidarsi interiormente alla vita, all'anima, al flusso a qualcosa che va oltre la comprensione e questo basta per ora.
C'è una sorta di stabilità, di connessione siamo a nostro agio in questo equilibrio dinamico che ci ha messo alla prova per molto tempo. Ci diciamo: ok non so come andrà, lo accetto, e continuo a danzare. Ci si sente radicati più nel cuore, animati da impulsi intensi, passioni autentiche che ci fanno crescere, portandoci lontano…
C'è mescolanza ancora indefinitezza, ma c'è un centro, che affonda le sue radici nel cuore che ci fa sentire forti e anche stabili perché no, ma non stabili/statici stabili per viaggiare, per muoversi, per desiderare, per osare…

E allora mi stabilizzo nel cuore, resto al suo cospetto, in movimento però nell'equilibrio dinamico, danzando tra i flutti delle passioni che smuovono, portando fuori quello che tentavo di immobilizzare, bloccandolo all'interno che però se rimaneva bloccato non poteva manifestarsi e dare i suoi frutti, non poteva crescere.
E crescere significa illuminarlo nella luce dello Spirito che espande amplifica e porta nella nota alta ciò che prima viveva nell'ombra, nascosto e trattenuto.
Questo è il momento di rilasciare, facendo sì che ciò che rilascio possa fare il suo corso, possa essere curato, guarito, integrato illuminato dall'Anima. Lanciare semi, buttare emozioni, parole, non fa nulla se non hanno un ordine, se non comprendo, se non posso dargli un nome e non posso incasellarle, adesso è il momento del rilascio… Il cuore è saggio e se mi affido questo sarà l'inizio per un anno all'insegna di un grande passaggio, grande non significa eclatante significa che farà la differenza con il passato. Dipende da me. Sono disposta/o? Sono disposta/o a manifestare le mie emozioni, a correre il rischio di dire qualcosa che non va ma che sento di dire da tempo?
A permettermi di desiderare quella cosa che cova in me da anni?
Butto fuori, manifesto, esprimo, lascio vivere le emozioni belle e brutte, ho fame di verità. Non quella che mi raccontavo quando non vedevo e non sapevo, ma quella che ora percepisco e che voglio che cresca in me sempre più.

Sono disposta/o a cedere, correndo il rischio di farmi vedere per quella/o che sono? Nella mia totalità, nella mia complessità?
Non solo madre/padre o moglie/marito o figlia/figlio, o in un ruolo che mi fa sentire “al sicuro”.... Sono disposta a far vedere altre parti di me?
Senza poi prendermi troppo sul serio, ma stando nella leggerezza.. nel fluire della mia anima...danzando con me stessa/o e tutte le mie parti.
Per scoprire che se sono radicata/o nel mio cuore non volo via, anzi volo eccome se volo...! Ma sono salda/o, tenace e non dipendo da nient'altro fuorchè da me stessa/o..!
Buona "navigazione" .... levate gli ormeggi... si salpa!

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci