Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

COLLEGARSI ALLE PROFONDITA' DELLA TERRA fonte di energia primordiale

13 Giugno 2018



In una società dominata dalla mente, dove le funzioni cognitive prevalgono sui bisogni del corpo, come è possibile avvicinarsi all'energia primordiale della terra?

Parlo di quella dimensione arcaica e primitiva da cui proveniamo, in cui eravamo immersi nei primi mesi di vita e che poi crescendo il mondo in cui viviamo ha tagliato fuori dalla nostra esistenza. Scorporandoci da quel patrimonio che ci appartiene di diritto e privilegiando invece la mente come unico strumento valido di conoscenza e operatività,che ci consente di stare nel mondo.

Da dove dobbiamo cominciare per riequilibrare tutto questo?

Ma certamente dal corpo..!

Il corpo diventa il protagonista nel suo aspetto più fisico, legato alla terra, alla consistenza, alla materia, proprio per attingere ad una fonte di energia primordiale, indispensabile per la sopravvivenza. Che ci serve anche per depurare il corpo e integrare energie nuove liberandoci dalle scorie.

Tutto ciò fornisce forza, sostegno e solidità unito alla capacità di lottare, per far valere i propri diritti.
Infatti se l'energia che attingo dalla terra viene messa in moto, trasformata in azione,(3° chakra) diventa energia disponibile che io utilizzo per raggiungere ciò che è importante per me e che mi serve realmente.

Quando siamo depressi, apatici, svogliati, siamo anche scollegati dal corpo, tagliati fuori dall'energia vitale che ci alimenta, quindi non abbiamo energia disponibile per agire.
Provate ad abbracciare un albero, quando siete giù, vedete come vi rigenera!
Oppure fate del movimento fisico, anche semplicemente camminare, questo vi avvicina al corpo e rimette in moto l'energia che era diventata stantia.

Lavorare sul corpo significa attivare il 1°chakra, sede di energia vitale, che promuove il diritto di esistere, di stare al mondo. E anche in questo caso andiamo ad attivare la memoria arcaica, lì dove sono registrate le nostre primissime esperienze che determinano ancora oggi determinate sensazioni di fondo.
Ad esempio, se non sono stato nutrito a sufficienza da bambino, potrei portare con me una fame atavica, o se non sono stata sufficientemente accudito e i bisogni primari non sono stati soddisfatti, potrei portare con me una sensazione di vuoto perenne, di mancanza, o di inadeguatezza. Che mi portano poi nella vita a volermi fare piccolo piccolo, a nascondermi o a sparire.

"Senza il diritto di esistere ben pochi sono i diritti che possono essere reclamati. Abbiamo diritto ad occupare uno spazio? Abbiamo diritto di stabilire la nostra individualità? Abbiamo diritto di prenderci cura di noi stessi? Il diritto di essere qui significa il diritto di esistere, il diritto che sta alla base della nostra sicurezza e della nostra sopravvivenza."
"Sanare la spaccatura tra mente e corpo è un passo necessario per guarire tutti noi." (Anodea Judith)

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci