Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

Danzaterapia: Perchè?



Oramai è assolutamente certa e riconosciuta da tutta la scienza la stretta e diretta connessione tra mente e corpo e nella danza appunto, intesa nel suo senso originario e “rituale, ANIMA E CORPO DIVENTANO UN'UNITA' INDIVISIBILE , come poeticamente espresso da Curt Sachs nel suo libro sulla storia della danza:

“…in essa creatore e creazione, opera e artista, fanno un tutt’uno….tutto è presente nella danza: il corpo, che nell’estasi viene trasceso e dimenticato per diventare ricettacolo della sovrumana potenza dell’anima; l’anima, che trae una felicità e una gioia divina dall’accresciuto movimento del corpo….; il desiderio di danzare, perchè chi danza acquista un potere magico che elargisce vittoria, salute, vita; un legame mistico, che nella danza unisce la tribù tutta e il libero manifestarsi della propri individualità, in una completa aderenza al proprio io.

Nessuna arte ha confini così ampi. Nella danza forze represse erompono alla ricerca di una libera estrinsecazione, e un intimo ritmo le ordina in una viva armonia che al tempo stesso acquieta e annulla la volontà.

Liberato dalla volontà chi danza si abbandona alla beatitudine di un gioco consacrato, all’ebrezza che lo allontana dalla monotonia della vita di ogni giorno, dalla realtà tangibile e dalla prosaica esperienza quotidiana e giunge là dove immaginazione, fantasia e sogno si destano e diventano forze creative… la danza è la vita a un grado più elevato e intenso…”.

Jung fu tra i primi in Occidente a riconoscere l’unità tra mente e corpo e a rivendicare la validità dell’arte come strumento terapeutico e le modalità espressive potenti mezzi per dare forma all’inconscio.

IL CORPO E IL MOVIMENTO SONO IL PIU' IMMEDIATO STRUMENTO DI COMUNICAZIONE tra gli esseri umani.

"...Quando è scomparso il linguaggio verbale e anche il pensiero verbale, la persona entra in un altro stato di coscienza, essa vive e agisce direttamente a livello sottocorticale, ossia un livello molto prossimo all’inconscio e con un controllo cosciente minimo. L’agire non è più un atto intellettuale, razionale, ma l’espressione diretta di qualcosa di più intimo, di più profondo…sono tali tensioni emozionali soggiacenti che si esprimono mediante il simbolismo dell’agire, ed è qui che la persona ritrova la sua autenticità, la sua verità…”

(Lapierre e Aucouturier, 1984, p. 141)

Perciò la danza, utilizzata come terapia e concepita come forma di “gioco”, si pone come approccio globale ed olistico adatto a tutti e ad ogni tipo di problematica, sia di tipo fisico che emotivo o cognitivo; gioioso mezzo per:

  • ritrovare la fiducia e la stima di sé,
  • il piacere funzionale del proprio corpo,
  • recuperare il senso della propria identità,
  • esprimere le parti più dolorose della propria esperienza,
    nascoste nella profondità dell’anima e impossibili da comunicare a parole,
  • ritrovare il contatto con il proprio corpo e quindi di noi col mondo.

L’unica arte – diceva Nietzsche – in cui l’artista stesso diviene opera d’arte.

Fonte: più che puoi - Danzaterapia perchè

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci