Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

IL CORPO: LA MAPPA DELL'ANIMA…

16 maggio 2018



Esiste un luogo dove si annidano i desideri più profondi, dove vivono gli istinti, quelle pulsioni che ci avvicinano alla nostra natura ancestrale, sacrale.Questa natura primitiva è sacra in quanto ci avvicina a ciò che siamo realmente.

Come si raggiunge questo territorio?
Basta farsi guidare dal corpo, se ci affidiamo ad esso, ci condurrà nel contatto intimo e profondo con noi stessi.

Il contatto con questa natura primordiale è liberatorio perché mette da parte la mente ed esalta i sensi.
I sensi diventano strumento di conoscenza, una conoscenza non filtrata dalle sovrastrutture mentali.
Questo mi libera, riportandomi a ciò che sono e da valore alla materia di cui sono composto: la materia diventa sacra in quanto strumento di esperienza spirituale.

Il corpo ci conduce lì dove la mente non arriva.
Le cellule che compongono il nostro corpo sono “intelligenti” e possiedono una memoria: la memoria cellulare.
In ogni cellula è conservata e contenuta una traccia del nostro percorso, ed è contenuto anche quello che noi siamo, le nostre preferenze, inclinazioni, difetti, limiti.

Ogni cellula è un dna in miniatura, cui c'è l'Olos: il tutto.
Nel micro è racchiuso il macro.

Lasciamo quindi l'energia libera di scorrere nel corpo, allentando le briglie della mente razionale, facendo si che sia il corpo stesso la nostra guida.

Questo può risultare difficile perché un movimento libero può portare alla luce emozioni nascoste, che probabilmente sono state seppellite proprio perché dolorose. Il dolore blocca, immobilizza e se da un lato questo ci protegge, dall'altro ci limita molto. Ma se l'energia viene radicata nel corpo e noi “sentiamo” che siamo sostenuti, sarà più facile lasciarsi andare e sciogliere il blocco.

E' importante a questo proposito mantenere sempre il collegamento con i piedi e sentire le gambe radicate, vitali, energiche. Mi lascio andare si, ma sono al tempo stesso collegato e sostenuto alla terra.

Piano piano, se glielo permetto, il corpo mi condurrà nel centro dei miei desideri, nel cuore della mia natura più antica, dove io prenderò contatto con quello che si muove in questa dimensione interiore.

Forse scoprirò desideri nascosti, pulsioni represse, bisogni insoddisfatti, e forse si farà strada dentro di me uno slancio nuovo, una nuova consapevolezza su ciò di cui ho bisogno realmente.
Questo mi avvicinerà alla mia parte animica, che si nutre di bellezza, amore, di natura, piacere, dolcezza.

Nutriamo la Shakty, l'energia creatrice femminile, da dove si origina la Kundalini.
E muoviamoci verso la vita ricchi di energia creativa e avvolgente...ricordandoci che questo è il luogo da cui proveniamo!

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci