Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

Colui che conosce il potere della danza, vive in Dio



Colui che conosce il potere della danza, vive in Dio’, dice il poeta derviscio Rumi.

E ancora: ‘Che cosa accadrebbe se, invece di limitarci a costruire la nostra esistenza, avessimo la follia o la saggezza di danzarla?’
Si domanda Garaudy.

E però, ci viene da rispondere che non è poi così strano, né tanto differente da quanto capita.
La danza, infatti, è movimento, è porre in essere, nel corpo, di emozioni, affetti e pensieri, la danza è relazione: è, davvero, vita.
La danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio, e in essa, creatore e creazione, opera e artista coincidono. La danza è movimento ritmico, ordinato in successioni spazio temporali; è senso plastico e forma; è viva rappresentazione di una realtà visiva, emozionale e fantastica. E nella danza, l’uomo ri-crea tutto questo, e se stesso, con il suo corpo.
La danza, nella sua essenza, altro non è che la vita, innalzata a un grado più elevato e intenso. Non esiste un avvenimento nella vita dei popoli che non sia consacrato alla danza: nascita, iniziazioni, nozze, morte, semina e raccolto, onoranze ai capi, caccia, guerra, fasi lunari, malattie. Per ogni cosa, è necessaria la danza. E non si tratta di semplice spettacolo e di festa, poiché, in tutti questi casi, la danza diventa autentica vita, elevata, appunto, a un grado più intenso.
Possiamo pensare alla danza, allora, come a una vera e propria manifestazione, a una rivelazione dell’essere umano. L’uomo, infatti, è l’unico animale capace di compiere azioni gratuite, e quindi prive di un’effettiva utilità pratica: solo l’uomo sa e può danzare.