Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

SAMHAIN LA FINE DI UN CICLO,
L’INCONTRO CON L’OMBRA, IL DOLORE NON RICONOSCIUTO.

31 Ottobre 2020



Mai come quest’anno il passaggio di Samhain conosciuto come capodanno celtico, arriva a rappresentare la fine di un ciclo, dandoci la possibilità di “sognare” il prossimo.
Questo infatti è chiamato anche "Tempo del Sogno", il tempo in cui si sognano le nuove stagioni e i nuovi progetti di vita, attraverso la discesa nelle tenebre simboleggiata dalle giornate che si accorciano e dal Sole che diviene man mano sempre meno caldo.
Siamo tutti chiamati a compiere questo attraversamento che in questo momento ci sta traghettando verso l'oscurità che raggiunge il suo culmine proprio questa sera quando il buio si unirà alla luce.
Simbolicamente la discesa rappresenta il ritiro delle energie che si dovrebbero concentrare sull'interiorità sulla disamina del nostro nucleo profondo, che sappiamo contiene anche il proprio “buio personale” ma non solo, in quanto calati in una collettività nel buio personale vive anche il buio di tutti gli esseri umani.
Nella tradizione celtica stanotte il Dio Dagda (il sole, la luce ) e la Dea Morrigan (la luna, l'ombra) si ritirano insieme, fino a quando non giungerà il tempo del nuovo ciclo, il nuovo Sole che nascerà a Yule il 21 Dicembre.
La Morrigan invita Dagda a festeggiare la propria morte sapendo che ci sarà una nuova rinascita. Simbolicamente questo significa lasciare andare ogni attaccamento, ogni cosa che sta decadendo (perché se decade vuol dire che si è consumata che è finito il suo tempo e bisogna lasciarla andare verso la trasformazione) senza patemi anzi onorando e celebrando questa fine.
Il Dio e la Dea quindi si ritirano scendendo nell'Ade, regno degli inferi collegato anche al regno dell'Ombra, dove risiedono gli aspetti meno piacevoli di noi, ma anche dell'umanità.
E' però questo un incontro necessario che ci serve per accogliere il dolore, integrarlo e se è possibile trasformarlo.
Stiamo scendendo nel profondo, siamo quindi pronti per abbandonare ciò che ha fatto il suo corso e non ci serve più?
Siamo pronti a rinunciare ai nostri attaccamenti, alle nostre sofferenze, alle nostre dipendenze, ai nostri egoismi, ai nostri falsi bisogni, alle false immagini che abbiamo di noi stessi e del mondo che circonda?
E in quanto collettività siamo pronti a disfarci della paura più ancestrale: quella della morte, vivendola e accettandola come naturale passaggio?
Siamo pronti a lasciare andare il senso di separazione, il senso di colpa per “reati” che non abbiamo commesso; siamo pronti ad abbassare l’indice del giudizio verso chi è diverso o non la pensa come noi? Siamo pronti a rinunciare alla concezione di come debba funzionare il mondo solo perché dettata da parametri di pensiero ingabbiati da una visione limitata?
Siamo pronti ad accettare tutto questo dolore?
A piangere le lacrime nostre e per chi è più saggio piangere i dolori dell’Umanità?
Infatti tutte le negatività che conosciamo nostre o altrui, sono frutto del dolore che può manifestarsi attraverso la rabbia, l’ impotenza, la frustrazione perenne, la prevaricazione, l’ incapacità, la crudeltà, l’ aggressività, la violenza... in qualsiasi modo si mostri l’Ombra, dietro tutti questi volti c’è un profondo dolore interiore non riconosciuto, celato alla coscienza e relegato negli anfratti più bui del nostro essere.
Ed è nelle lacrime impotenti, quelle che non abbiamo mai pianto da bambini, quelle che ci mettono in contatto con la nostra profonda fragilità di esseri umani che porta al riconoscimento del limite e che ci rende umili (contrariamente al senso di onnipotenza che gonfia l’ego) che possiamo accettare ciò che siamo, agire quello che si può agire, lasciare andare quello che si può lasciare andare e trasformare ciò che può essere trasformato.
Questo è il momento di accogliere il Buio senza giudizio depositando nel cuore la fiammella di luce che illuminerà i nostri sogni che diverranno i nuovi passi di domani.

Buon Samhain e che il buio sia fecondo di Luce per tutti!

“Corpo, cuore e anima uniti nell'ascesa.
Dalla terra il richiamo sacro di radici lontane,
tutte le donne antiche e presenti dimorano in te.
Trasmetti e onora il loro messaggio.
Vivi per la Vita, Danza nel Centro.
Sii fedele al tuo credo, che unisce gli animi
portando accoglienza, equilibrio e collaborazione di intenti.
Fiera nel Cuore, continua a coltivare la Presenza.
Sii faro e conduci in questa Notte dell'Anima
il canto di tutte le donne che consapevoli del loro potere
hanno scelto la Vita e danzano con la Morte
riconoscendola come parte integrante dell'Unità
nel Cerchio dell'Essere.

A tutte le donne e gli uomini che riconoscono la loro sacralità e rimangno fieri e Maestri di Sè Stessi ad attraversare il guado verso il Nuovo Mondo.”

Grazie
31 - 10 - 2020 (notte di Samhain)


Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci