Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

FARE IL VUOTO...

25 Maggio 2020



In questo periodo abbiamo temporaneamente perso “parti di vita”,pezzettini di noi sono rimasti in sospeso, per qualcuno è saltato il lavoro (anche permanentemente) qualcun'altro si è trovato a fare il genitore a tempo pieno con partner e familiari al seguito o al contrario ha sperimentato il sapore amaro della solitudine…

In un modo o nell'altro siamo stati costretti a “ridefinirci” forse a ripensare a noi stessi in termini nuovi, diversi, insoliti.

E' proprio questa la chiave di questo momento: non prevedibiltà.
Che continua anche a adesso ed andrà avanti non sappiamo fino a quando.

In tutto questo forse sono aumentati i “momenti di vuoto” che in alcuni casi era un vuoto troppo pieno (bambini a casa, partner, parenti) e in altri un vuoto svuotato, cioè non c'era nessun tipo di energia disponibile...

I momenti di vuoto sono però delle preziose occasioni per (come viene chiamato in psicologia transpersonale) vivere un processo di morte e rinascita.
Ovvero la chiusura di un ciclo e l'inizio di un altro.
Ed in mezzo a questo processo c'è il vuoto.

Il vuoto ci chiede di stare, di fare tabula rasa su chi siamo o chi pensavamo d'essere, di annullare quello che sapevamo o credevamo di sapere sulla nostra vita.
Un ruolo, una competenza, un'abilità, che ha fatica avevamo costruito,il vuoto fa sparire tutto.

Ma attenzione la sparizione è solo temporanea, in realtà non è una vera sparizione ma ciò che viene chiamata in psicologia come destrutturazione, destrutturo pezzi del mio Io per dirigermi verso un livello maggiore di profondità e costruire diciamo un Io migliore.
Anche se l'Io lo sappiamo non è altro che un bravo organizzatore al servizio del Sè. E questa la cosa su cui dobbiamo riflettere: sono a servizio del mio Sè? Cosa ho fatto fino ad adesso? In nome di che cosa o di chi ho vissuto?
Da che cosa sono stato guidato?
Che significa essere al servizio del Sè?
Significa ascoltare la voce profonda quella che ti dice se stai mettendo a frutto i tuoi talenti (quelli veri non quelli che ti hanno spacciato per tali)
se stai contribuendo a fare di questo mondo un posto migliore,
se cooperi anziché combattere, se costruisci anziché abbattere, se osservi invece di giudicare, se in una sola parola onori la vita e partecipi a questa grande festa a cui sei stato invitato danzando con gioia.

Io nel mio piccolo sto mi sto confrontando con questo terremoto interiore provocato da una situazione apparentemente esteriore (virus) ma che probabilmente è stata richiamata da un'esigenza collettiva inconscia di grande purificazione e rivisitazione delle nostre vite.

Stranamente mi sono riscoperta più calma, più in sintonia con i miei ritmi interiori, più consapevole sul motivo per cui sono su questo pianeta e il compito da adempiere.
Sono “più dentro” e più me stessa ho capito di non essere solo un ruolo,e rispetto di più i miei bisogni, fisici, emotivi, mentali e spirituali.
Perchè si sa che i terapeuti si dimenticano di sé , troppo presi ad occuparsi degli altri…

E allora ciò che voglio condividere è:
meglio fare meno ma in modo autentico che tanto e fatto tanto per fare…
Facciamo meno in termini di quantità e di più in termini dell' Esser leggiamo, meditiamo, danziamo, riflettiamo, passeggiamo, facciamo sport..
Costruiamo dentro di noi il mondo che vorremmo trovare fuori.
Dicono che siamo noi i creatori della nostra realtà, che l'immaginazione crea. Allora Impariamo ad immaginare, dipingiamo i nostri sogni nutriamoli di vita, riflettiamo prima di emettere un giudizio meglio poche parole e sensate che tante e superflue…

E' una specie di regola che sto seguendo anch'io, soprattutto sui social dove c'è tanto di tutto.

Stiamo di più nel vuoto, senza fretta di fare… e scopriremo che quel vuoto era vuoto si ma di cose inutili, e se abbiamo il coraggio di rimanere si trasformerà in un luogo magnifico pieno di amore verità e bellezza!

Provare per credere :-)

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci