Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

PERCHÈ SIAMO COSÌ VULNERABILI?
Nel corpo, nella mente e nell'anima

20 Ottobre 2020



Perchè viviamo in un mondo che ha fatto della scissione il suo cavallo di battaglia, il suo stendardo, la sua bandiera che annuncia chi comanda, chi detiene il potere.
La scissione che al suo livello più alto ovvero la divisione tra materia e spirito, rappresenta la più grande ferita inflittaci dalla nostra società e che oggi (forse) stiamo cominciando a curare. La divisione che vediamo manifestata all'esterno è la proiezione di quella interna. Dentro siamo scissi a molti livelli, prima di tutto nel corpo che è ridotto a macchina biologica funzionale e che deve essere perfetto (fuori).
Perdendo la sacralità del corpo, abbiamo perso il rapporto di sacralità con la Natura, con la terra che abbiamo sfruttato a nostro piacimento. Rompendo quel legame sacro con la terra abbiamo rotto il legame sacro con la nostra fonte di vita, con la nostra Madre più antica e primordiale, ci siamo tagliati fuori e non abbiamo più ricevuto quel sostentamento necessario per vivere sani e in equilibrio, al pari del nutrimento che offre una madre al proprio figlio.
Abbiamo affinato sempre più la mente a scapito del corpo, l’automazione e la tecnologia ci hanno favorito in questo ma se manca la consapevolezza nell’utilizzo di questi strumenti ne diventiamo schiavi, come già sta succedendo.
Stare troppo nella mente ci ha alienato dal corpo, la nostra parte più antica e istintuale legata alle sensazioni e alle emozioni, ci siamo disabituati ad affidarci ai nostri sensi, all’intuito profondo, alla saggezza innata delle nostre cellule che invece hanno accumulato scorie provenienti da emozioni dannose, derivanti da un sistema di vita che alimenti egoismi, potere malsano e competizione.
Certo il corpo come la mente deve essere guidato dal cuore, il nostro centro di potere spirituale, il cuore è il vero comandante della nave, ma se non percepisco il mio corpo, se sono sorda/o ai suoi bisogni e sono dominata/o dalla mente sono lontana anni luce dal cuore!
Il corpo ci aiuta a ritrovarci, a percepirci, a dire sono qui, ci sono, ci aiuta a fermarci, stabilizzando la nostra presenza evitando di girovagare continuamente tra la girandola di pensieri che la mente sforna in ogni istante.
Il corpo è la nostra casa fisica, reale, e le nostre sensazioni ed emozioni vengono da questa casa, parlano di noi, di quello di cui abbiamo bisogno realmente e non di quello di cui ci hanno convinto che avevamo bisogno e che viene dalla mente.
Il corpo è semplice, diretto, autentico, non mente, non ha sovrastrutture come la mente, come un bambino è orientato verso ci che gli necessita. Tutte le alterazioni, le perversioni, gli istinti bassi non vengono dal corpo ma dalla mente, dalle sue negazioni, dalle sue contorsioni ed egoismi che si riversano sul corpo, il corpo semplicemente se ne fa carico, e cerca di scaricarle come può anche ammalandosi a volte.
La radice di questa scissione viene da un’ eccesso di mente, a scapito di ciò che è genuino e naturale come il sentire che viene dal corpo.
Siamo quindi scissi, tagliati fuori dalle nostre sensazioni ed emozioni, imprigionati in rigidi codici di comportamento; dopo una certa età è vietato ridere in modo sguaiato, giocare, divertirsi, godere della vita dei suoi piaceri con spontaneità: “non sta bene” “non si fa” ci viene detto e diventiamo adulti grigi e tristi che vivono come automi.
Anche le scelte relative al lavoro e alla carriera sono pilotate, non veniamo educati a fare ciò che sappiamo fare meglio, ovvero a far fiorire i nostri talenti ma a fare quello che è più remunerativo, o almeno che ci dia garanzie di stabilità. Un lavoro in banca è socialmente considerato molto più di valore rispetto ad un lavoro nel campo dello spettacolo o dell’arte (a meno che non si raggiungano livelli alti di fama).

Le relazioni sono strumentali, opportunistiche, finalizzate a soddisfare i propri bisogni egoici, siamo degli analfabeti emotivi e ignoriamo ciò che l’altro desidera, siamo nella piena guerra dei sessi in cui ognuno rimarca le proprie ragioni. L’amore viene usato come alibi per commettere le peggiori nefandezze... a chi non è familiare la frase: ”lo faccio per il tuo bene”?
La creatività è imbrigliata, stereotipata, ora con la globalizzazione e i social lo è ancora di più, stesse forme per esprimersi per tutti (pensiamo alle faccine nei messaggi). Viene accettato solo ciò che è conforme e se ti esprimi in modo diverso sei escluso.
E spesso anche la propria visione del mondo è rigida, dicotomica o stai da una parte o stai dall’altra, o sei di destra o sei di sinistra, a favore o contro quella cosa, le parole inclusività o integrazione sono sconosciute. Come è sconosciuto anche ciò che è fuori dai canoni ciò che è diverso, insolito, viene semplicemente ignorato.
E così si perde la possibilità di allargare gli orizzonti, di creare qualcosa di nuovo, di ampliare le immagini che abbiamo di quella o quest’altra cosa. Così come anche i valori sono assoluti e dogmatici, la spiritualità è dominio della religione o altrimenti è un’altra cosa, o altrimenti non c’è nulla. Credo in Dio o non credo in nulla. O sei in quella strada o altrimenti il tuo percorso se è diverso non ha valore.
Tutto questo porta ad una ferita dell’anima profonda, che si sente estranea a tutto ciò e non comprende perché si debba vivere in questo modo. E nascono i malesseri, i disagi, le malattie e a volte la morte, perché si è arrivati ad un punto di non ritorno. In tutto questo è necessario cominciare a ritrovare la propria casa (che ha radici nel corpo) e renderla sacra, poiché dimora dell’anima.
Questo significa esserci, prendere parte alla vita più consapevolmente perché faccio ciò che sento aderente a me alla mia natura profonda.
Se il corpo è la casa dell’anima va da sé che l’anima lo abita guidata dal cuore. Ora più che mai abito la mia casa dell’anima, il mio corpo, affidandomi alla sua saggezza, ricordandomi che il mio corpo naturalmente mi protegge.
E mi lascio guidare dal cuore, verso l’integrazione, accogliendo e includendo, dicendo si a ciò che mi nutre e mi fa stare bene, e dicendo no a chi in qualunque forma e con qualunque mezzo cerca di dividermi, separarmi e allontanarmi da me stessa/o e gli altri instillando paura, pregiudizio, ottundimento mentale e aridità di sentimento.
Ora più che mai mi ricordo che esiste una forza più grande che è motore della vita, quella forza si chiama Amore ed io ne sono la manifestazione incarnata.
Ed è questa la forza che cura il mondo, ed è questo che mi rende invulnerabile, ed è questo che accoglie, integra e include.

Ama-te! ❤

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci