Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

RESILIENZA

17 Marzo 2021



Riflettevo sulla parola resilienza, il dizionario riporta due significati:
1 - Capacità di un materiale di assorbire un urto senza rompersi.
2 - In psicologia, la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà.

Anche se sono una psicologa, la prima mi piace di più.
Mi piace perché trasmette l’idea di cosa debba succedere se si è resilienti.
Non ci si rompe si rimane integri, ci si lascia attraversare assorbendo gli urti.

E come si fa a non rompersi?
Sicuramente bisogna essere un po' flessibili, e anche disponibili ad accogliere quella cosa che ci fa tanto paura, o ci fa venire l’ansia o addirittura ci provoca quei fastidiosi mal di testa o mal di stomaco.

Flessibilità e disponibilità dicevamo, ma non tanto con la “cosa” che ci fa paura quanto verso noi stessi, verso quella parte di noi che ne è intimorita, che ha voglia di nascondersi o che va su tutte le furie perché non si sente capita.

Resilienza fa rima con accoglienza e non è un caso.
Se accolgo, sto diventando più flessibile e se sono flessibile probabilmente sarò più disponibile, e se sono flessibile il risultato sarà che non mi romperò, agirò quindi con resilienza.

Immaginiamola come una danza, la danza ha la capacità di essere sempre resiliente, poiché il nostro corpo viene attraversato da un flusso di energia ma continua a muoversi, non si ferma, fluisce insieme a ciò che si sta sprigionando dentro.

Immaginiamo di danzare con le nostre difficoltà, ansie, paure, accogliamole dentro, proprio lì nel cuore, creiamo uno spazio per tutto questo, uno spazio tutto nostro inviolabile.
E allora accadrà la magia, la paura si trasformerà in esperienza che si trasformerà in conoscenza di se, che si trasformerà in nuova forza, tanto da non farmi più “rompere” quando qualcosa che non mi piace incrocerà la mia strada.

La resilienza sarà allora mia compagna di vita e non solo una definizione psicologica astratta di cui non ho afferrato il senso.

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci