Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci
Psicologa e danzaterapeuta

LE PAROLE CHIAVE DI ESADANZA
(Danzaterapia intergrata alla meditazione e all’espressione creativa)

15 Settembre 2020



CORPO considerato come “strumento” sacro, dimora dell'anima, veicolo che ci permette di arrivare lì dove vogliamo andare attraverso le sensazioni fisiche piacevoli o spiacevoli, le emozioni belle e brutte, i sentimenti... tutto è sempre collegato e passa dal nostro corpo… anche quando facciamo meditazione e sperimentiamo il vuoto, lo facciamo attraverso il corpo che ha sempre un ruolo portante nell'esperienza.
Impariamo quindi a conoscerlo, ascoltarlo, facciamo amicizia, e il corpo diventerà per noi il trampolino di lancio per le esperienze più profonde sia terrene che spirituali.

CREATIVITA’ ED ESPRESSIONE PERSONALE sono la colonna portante del processo di trasformazione, riequilibro e armonizzazione. In quanto tutto avviene da me, sono io che decido come vivermi l'esperienza, e quindi il potenziale creativo è fondamentale è la vera medicina magica che ha sede nel profondo. Parliamo quindi di creatività spontanea, emozionale, simbolica, non ci interessa la tecnica e men che meno il risultato estetico ciò che ci serve è che produca trasformazione, cambiamento e sviluppa consapevolezza di chi siamo e di ciò che desideriamo.
Creatività è energia che si espande, si modella a seconda di come stiamo dentro, assumendo di volta in volta le forme della nostra anima (danza e disegno).

PSICOLOGIA a tutto questo si aggiunge una spiegazione dei temi affrontati, trovare la chiave psicologica è importante, abbiamo bisogno di spiegazioni chiare, poi possiamo farne ciò che vogliamo, usando ciò che ci serve e il resto lo lasciamo andare… non serve attaccarsi agli aspetti della mente razionale, possono orientarci come delle mappe che ci danno delle coordinate, ma ognuno poi ha il suo viaggio…

CONDIVISIONE dei vissuti relativi all’esperienza con la danza della lezione precedente. Condividere ci serve ad elaborare a fare chiarezza, attraverso la mia restituzione e quella dei compagni (ognuno se lo desidera è chiamato ad offrire il proprio dono personale) viene ampliata la visuale sull'esperienza vissuta, si creano così altri collegamenti che svelano realtà più profonde e aprono finestre di consapevolezza su di sé che si integrano al lavoro esperienziale portando maggiore comprensione e chiarezza sulle proprie dinamiche interiori.

Dott.ssa Maria Grazia Guglielmucci